Il Foo Fighters Italian Fan Club ha intervistato una giovane ed affermata band italiana, i Finley.
Marco, Carmine, Danilo e Ivan ci raccontano il loro nuovo album e la loro passione per i Foo Fighters…

Quali sono i generi musicali e le band che preferite?
I primi dischi che ci passavano tra le mani quando eravamo ragazzini erano “So long and thanks for all the shoes” dei NOFX, “Smash” e “Americana” degli Offspring, “Dookie” dei Green Day, da lì siamo affogati nel panorama punk-rock americano che esplose proprio in quegli anni. Ci siamo persi dentro migliaia di band e album che hanno segnato la nostra adolescenza e il nostro primo approccio alla musica suonata.
Nei nostri primi dischi si respira questo bagaglio, poi abbiamo cominciato ad avvicinarci al rock più classico, dai Clash ai Led Zeppelin, e il nostro modo di comporre e di suonare ha subito una virata netta.
Nella musica italiana siamo molto legati alle canzoni di Edoardo Bennato col quale abbiamo suonato più volte, dando vita anche ad una bella amicizia che si è concretizzata in un featuring in questo nostro nuovo album nel pezzo “Il meglio arriverà”. I dischi che ultimamente ascoltiamo di più sono “El Camino” dei Black Keys, “Sigh No More” dei Mumford and Sons e naturalmente “Wasting Light” dei Foo Fighters che non smettiamo di ascoltare.

Qual è stato il primo concerto al quale avete assistito? … e l’ultimo?
Come dicevamo prima, essendo grandi appassionati di punk-rock, abbiamo mosso i nostri primi passi tra i concerti e i festival della scena indipendente punk italiana. I Punkreas sono la prima band che abbiamo visto live nel ’99, avevamo tra i 13 e i 14 anni, e loro erano tra i gruppi che suonavano più spesso nella nostra zona insieme ai PAY e ai Derozer. Quello sfogo, quel disordine sociale e musicale che si avvertiva in quegli eventi, con i ragazzi in festa, liberi di fare qualunque cosa, ci spalancava sempre di più gli occhi, ti sentivi in un microuniverso libero, ed è lì che abbiamo capito tutto. Avremmo dato vita alla nostra band da lì a poco perché volevamo far parte anche noi di quella grande libertà. Abbiamo visto live praticamente chiunque, senza contare quelli che abbiamo visto perché suonavamo sullo stesso palco, come i Metallica, i Depeche Mode, i Velvet Revolver, Morrisey, Ligabue, Megadeth, andiamo ai concerti con lo stesso spirito di quando eravamo dei 14enni, ma ora i nostri occhi guardano al palco anche con la deferenza e l’umiltà di chi ha tutto da imparare.

Una band (o un evento) che non avete visto, ma che avreste voluto assolutamente vedere?
Purtroppo a causa dei vari impegni di promozione al nostro ultimo album ci siamo persi il recente live di Bruce Springsteen a San Siro, non siamo mai riusciti a vedere il Boss dal vivo, sempre per coincidenze sfavorevoli. Ma rimedieremo. Ciò a cui proprio non possiamo rimediare e vedere uno show dei Nirvana, per ovvie ragioni, eravamo troppo piccoli quando vennero in Italia ed è troppo tardi per dire “…sarà per la prossima volta”, un vero peccato.

Il vostro punto di riferimento? A chi vi ispirate per la vostra musica?
E’ una domanda sempre complessa perché non abbiamo un vero e proprio punto di riferimento. Rispondo con tre band con caratteristiche molto differenti. I Beatles per la loro genialità, la capacità di sfornare hit a raffica e brani di gusto e spessore, per il talento espresso, purtroppo, in un lasso di tempo brevissimo e per aver dato sfogo alle loro differenti personalità. I Green Day per l’energia inesauribile, per aver dato voce a più generazioni di punk-rockers e i Foo Fighters per la potenza live e il loro prendersi poco sul serio giù dal palco.

Con la cover di Everlong avete voluto rendete omaggio ai Foo Fighters… da dove nasce la vostra passione per Dave Grohl e soci?
E’ nata per scherzo, eravamo appena tornati dal loro concerto di Londra, e quel giorno ne avevamo uno nostro. Eravamo a pezzi, e completamente afoni per aver urlato con tutta la forza che avevamo le loro canzoni. A giustificazione delle nostre condizioni, ci siamo guardati e abbiamo pensato bene di fare il pezzo dei Foos sul quale abbiamo esalato l’ultimo filo di voce. Everlong cantata da Dave con una chitarra acustica in mano è uno di quei pezzi che ti strappa il cuore dal petto, la urli ad occhi chiusi con i pugni al cielo, e suonarla in prima persona mette una sorta di soggezione mista a rispetto che non riusciamo a spiegare, la canti coi brividi addosso, senza pensare all’esecuzione, la fai e basta. Tanto non ti verrà mai bene, questo è poco ma sicuro.

Vi piacerebbe scrivere/suonare un brano insieme ai Foo Fighters?
No. I miti devono restare miti. E’ inutile e banale dirti che sarebbe un sogno che si realizza, ma certe cose devono restare lì, in alto, dove meritano di stare.

Quale canzone della band avreste voluto scrivere voi?
A colpo sicuro, My Hero. Introduzione perfetta, adoriamo le canzoni che aprono con un tempo di batteria, ti catapultano subito dentro il pezzo, la strofa è un’attesa continua, un ponte in sospensione per il ritornello più coinvolgente e intimo scritto da Grohl. Ciò che rende pazzesca questa canzone è vedere un pensiero così personale di Dave dedicato all’amico scomparso Kurt urlato poi da centinaia di migliaia di persone, quasi un sostegno che trasforma una canzone in una preghiera. Questo è il principio che distingue una bella canzone da una canzone incredibile.

Avete mai visto i Foo Fighters live?
Abbiamo appreso troppo tardi la notizia che sarebbero arrivati in Italia al Rock in IdRho del 2011, e quindi, essendo anche grandi viaggiatori per concerti, decidiamo di andarli a vedere a Londra, a Milton Keynes, dove qualche anno prima vedemmo il live di “Bullet In A Bible” dei Green Day. Acquistiamo un VIP All-Inclusive sa-il-cazzo ticket, un biglietto folle che costava un occhio della testa, che includeva, oltre al biglietto del concerto zona gabbia (per intenderci sotto al palco a un metro da Dave e compagni), 6 birre (che tanto le prendi comunque), pranzo e cena (che tanto devi mangiare), una t-shirt e un poster dei Foo (che poi quando sei li la maglietta la vuoi) e un ingresso per una zona speciale retro-palco. Ed è qui che viene il bello… Il paese delle meraviglie, dove le pizze avevano i nomi delle canzoni dei Foo Fighters, dalla pizza Arlandria alla pizza Best Of You, dove appunto dovevi dare il meglio di te per quanto peperoncino ci avevano messo. Flipper dei Led Zeppelin, musica dei Foo a rotazione continua e un palco dove si alternano le band nelle quali avevano militato precedentemente, dai No Use For A Name di Chris Shiflett ai The Germs di Pat Smear. Uno spettacolo. Così, inconsapevolmente, li abbiamo visti ben due volte nel giro di 15 giorni.

Sappiamo che Wasting Light è il vostro album dei Foo Fighters preferito … qual è la canzone che vi piace di più?
Wasting Light è un album pazzesco. Sono 50 minuti di potenza musicale ed emotiva che non ti fanno respirare. E’ sicuramente uno degli album dei Foo Fighters più belli, anche se detto francamente e obiettivamente The Colour And The Shape è un disco imbattibile, per composizione, per genialità, per le hit e i capolavori che contiene, per la genuinità della band che siamo riusciti a ri-percepire, appunto, solo con l’ultima produzione. Dell’ultimo album ci è piaciuta la compattezza di sound e la coerenza di molti brani “alla Foos” ma un pezzo degno di nota che ci ha spiazzato e toccato è I Should Have Known, sorprende il modo in cui Dave interpreta, disperato e coinvolto, nella produzione del pezzo si capisce che la band non considera “Skin and Bones” solo una parentesi, straziante l’intervento di Novoselic che tocca il cuore di chi con questa band e coi Nirvana ci è cresciuto.

Cosa pensate dell’idea di registrare l’intero album (Wasting Light) “alla vecchia maniera”, ossia usando apparecchiature analogiche? Lo fareste anche voi?
Noi, dopo 6 anni con la major EMI e il produttore Claudio Cecchetto, abbiamo fatto una scelta controtendenza, anziché restare ancorati ad una casa discografica che resta pur sempre una tutela e una garanzia, abbiamo scelto di allontanarci, di aprire la nostra etichetta discografica la “Gruppo Randa” e di iniziare un percorso indipendente. Tutto questo per una gestione più completa del nostro progetto, che vogliamo assomigli il più possibile a noi, e per il bisogno di responsabilizzarci e crescere artisticamente, cosa che, negli ultimi tempi, con le dinamiche e le tempistiche di una major non accadeva, anzi il nostro processo veniva rallentato se non ostacolato. Nella produzione del nostro ultimo album Fuoco e Fiamme ci sono state diverse novità. C’è stato innanzitutto l’ingresso di Ivan, il nuovo bassista, che ha apportato grandi rivoluzioni al nostro equilibrio musicale, e poi la scelta di avere Guido Style alla direzione e produzione artistica dell’album. Volevamo fare un disco dove si sentisse in maniera sincera cosa siamo e come suoniamo, senza interventi di software, computer, sistemazioni e taglia/incolla. Volevamo che tutto fosse il più vero possibile. In un momento storico come questo è la scelta migliore che potevamo fare, differenziarci dalla massa, dai dischi che suonano tutti uguali, dalle band che sembrano una la copia dell’altra. Guido tra l’altro è, come noi, un grande estimatore in primis di Dave Grohl, e dopo il grande lavoro fatto insieme per il nostro album, gli abbiamo fatto un piccolo regalo, una White Limo con il logo FF che ora conserva gelosamente nel suo studio.

Wasting Light ha visto la luce grazie anche a Butch Vig, già produttore di due brani dell’album Greatest Hits, sempre dei Foo Fighters, e di Nevermind dei Nirvana. Inoltre I Should Have Known vede il contributo dell’ex Nirvana, Krist Novoselic … cosa ne pensate di questa sorta di “tuffi nel passato” per Dave Grohl? E dell’iniziale accostamento Foo Fighters – Nirvana, che sembra esistere ancora oggi per qualcuno?
E’ un passaggio di testimone, i Foo Fighters sono nati da una costola dei Nirvana, la costola più in forma, più creativa, lucida ed eclettica. Avere alla produzione Butch Vig è la consacrazione di una band che da anni si è affermata come la migliore al mondo. E’ stato emozionante guardare il loro film Back And Forth e assistere all’arrivo in studio di Novoselic, quasi dimesso e a disagio nel doversi confrontare umanamente e professionalmente con Dave. I Nirvana sono un pezzo di storia e Grohl ha avuto la forza di rimettersi in gioco dopo lo shock di Cobain e proporsi con un progetto nuovo che ha ottenuto il posto che si merita.

Il risultato dell’uscita di Wasting Light è stata la vittoria di ben 5 Grammy per i Foo Fighters… cosa ne pensate?
Abbiamo esultato ad ogni premio, abbiamo seguito la diretta in notturna, ed eravamo emozionati per loro. Si fa sempre fatica a parlare con schiettezza dei numeri e dei premi, ci si riempie la bocca di frasi fatte e sempre troppo diplomatiche, ma in questo caso ogni statuetta era inaspettata quanto meritata. Quando fai un prodotto sincero e genuino come Wasting Light la gente se ne accorge e giustamente vieni premiato per questo. Sono la band rock più grande di questi anni, riuniscono generazioni, se non vincevano loro, chi cazzo doveva vincere?!

Quest’estate i Foos torneranno con un tour europeo ed anche una data in Italia, il 13 agosto a Codroipo (Udine). Ci sarete, e/o avete in programma di assistere ad altre date in Europa?
Ci saremo. Ci interessano anche altre date, per esempio quella svizzera o quella in Belgio, ma il nostro problema nell’andare a vedere i concerti è sempre l’incastro con i nostri di concerti. Troviamo sempre interessante assistere ad un concerto in un paese diverso dal nostro, primo perché è sempre una buona occasione per visitare una bella città e secondo perché, qui divento cattivo, non siamo il paese giusto per vedere un BEL concerto. Abbiamo visto troppi artisti arrivare qui in Italia scazzati perché considerano l’Italia una data di passaggio e perché le venue e gli impianti non sono quasi mai all’altezza delle band che ospitano. All’estero costruiscono arene appositamente per i concerti, qui usiamo i campi da calcio e i parcheggi dell’Esselunga, è ridicolo.

Il nostro fan club è nato nel 2009 e nel giro di pochi anni è cresciuto moltissimo continuando ad accogliere sempre più appassionati. Cosa ne pensate?
Il vostro risultato è proporzionale alla crescita che i Foo Fighters hanno avuto negli ultimi anni. I fan club sono un mondo stupendo dove, oltre a condividere una passione e ricevere informazioni esclusive, si costruiscono veri rapporti e nuove amicizie. Noi crediamo nella forza dei nostri fan e del nostro Gruppo Randa, ci crediamo così tanto che nel nuovo disco abbiamo inserito gratuitamente, solo per loro, un pass esclusivo dal nome Rock ‘n’ Experience che consente ad un fan, che noi consideriamo il primo investitore del nostro progetto, di accedere a varie iniziative per vivere il nostro mondo a 360 gradi, dal meet prima dei concerti fino ad assistere ad un nostro live direttamente dal palco, con noi. Con questo pass abbiamo deciso di fare tutto quello che ci passa per la testa, e tutto quello che vorremmo facesse la nostra band preferita per noi, noi lo faremo per i nostri fans.

Grazie ragazzi per la vostra disponibilità! E’ stata un’intervista dovertente.
Un saluto da tutti i membri del Foo Fighters Italian Fan Club.


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Il nuovo album dei Finely, Fuoco e Fiamme, è disponibile fin da subito in tutti i migliori negozi di dischi.

Vi consigliamo di visitare il sito ufficiale della band all’indirizzo www.finley.it.

Non dimenticate si seguire i Finley su Twitter @finleyofficial e sulla pagina Facebook Ufficiale per tutte le novità sulla band!





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